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  • 2024: Narrazioni e Innovazione – 2025: Valori e Mission

    2024: Narrazioni e Innovazione – 2025: Valori e Mission

    2024: Narrazioni e Innovazione – 2025: Valori e Mission è un viaggio emozionale e professionale del trascorso anno. tra crescita personale e nuove sfide. Scopri i miei progetti ambiziosi e gli obiettivi per il 2025, dove ho messo al Centro il “Valore delle Persone”.

    2024: Trasformazioni Professionali e Innovazione

    Grazie al supporto della coach Ilaria Bertolasi, psicologa del BeMore Program —un percorso di formazione continua ideato da Luca Mazzucchelli— ho trovato il coraggio di reinventarmi. Questo lavoro di introspezione mi ha aiutato a riorganizzare i miei obiettivi e a intraprendere nuove direzioni.

    Un momento cruciale del percorso è stato il lavoro sul sito web, “Esperienzanarrata”. A partire da Giugno 2024, con il prezioso supporto di David Fusi, ho iniziato un processo di revisione e riorganizzazione delle sezioni, integrando strumenti tecnici, come l’e-commerce. Ogni pagina rappresenta un riflesso della mia mission e un ponte diretto tra il mio mondo interiore e il pubblico, uno strumento essenziale per comunicare i miei Valori.

    Cosa ho creato?

    • Biografie Pedagogiche: raccolgo memorie di vita per trasformarle in narrazioni che restituiscano valore e identità.
    • Pedagogista in Casa: un servizio pensato per supportare famiglie nel loro contesto quotidiano, creando armonia e crescita condivisa.
    • Pedagogista Digitale: uno spazio innovativo per accompagnare giovani e famiglie nell’apprendimento attraverso strumenti digitali e metodologie educative.

    Questi progetti, ma rappresentano le fondamenta del mio lavoro, un’espressione concreta della visione di dare “Valore alle Persone in ogni Fase della Vita”.

    2024: Narrazioni, Osservazioni e Scelte

    Il 2024 è stato un anno intenso, denso di narrazioni e trasformazioni. Un crocevia di esperienze che mi ha portata a riflettere, riorganizzare e orientarmi verso un percorso completamente nuovo. Ogni passo è stato guidato dalla mia missione: dare Valore alle Persone in ogni fase della loro Vita.

    Nei primi sei mesi dell’anno, ho lavorato come assistente nell’educativa scolastica presso una scuola professionale. Questo ruolo mi ha permesso di entrare in contatto diretto con i bisogni dei giovani, spesso poco compresi dagli adulti che li circondano. Ho osservato ragazzi pieni di potenzialità, desiderosi di stimoli e di ascolto. Più che regole, cercano dialogo. Più che imposizioni, vogliono modelli di riferimento a cui ispirarsi.

    Queste riflessioni hanno segnato per me una svolta importante. Mi sono resa conto che era il momento di cambiare. Così, con entusiasmo, ho deciso di concludere il mio percorso come educatrice per intraprendere una nuova avventura professionale come libera professionista.

    2024: Alla Ricerca dei Valori

    In questo periodo di cambiamento, ho esplorato i Valori fondamentali che guidano la mia vita: Famiglia, Libertà, Creatività e Aiuto. Come suggerisce Luca Mazzucchelli, i valori non si trovano nella mente, ma nel cuore. Solo attraverso azioni che risvegliano le nostre emozioni più profonde possiamo davvero capire cosa ci accende dentro.

    Allo stesso tempo, ho riflettuto sulla mia “linea della vita”. Se ipotizzo di vivere fino a 85 anni, mi restano 25 anni, di cui solo 10 pienamente produttivi. Questo esercizio mi ha aiutata a mettere a fuoco ciò che conta davvero, allineando i miei obiettivi alla mia essenza più autentica.

    2024: Narrazioni Personali e Professionali

    La mia vita personale ha nutrito queste narrazioni e questa spinta all’innovazione. Mio nipotino Edoardo, con la sua energia contagiosa, è stato una fonte inesauribile di ispirazione. Ridere e giocare con lui, infatti, ha reso più leggeri i momenti complessi, permettendomi di osservare con occhi nuovi il valore della spontaneità e della scoperta.

    Allo stesso tempo, ho avuto il privilegio di lavorare con una bambina tunisina, attualmente in seconda elementare. Sebbene due ore alla settimana possano sembrare poche, si sono rivelate un momento magico. Quando abbiamo iniziato, non sapeva leggere né scrivere; oggi, invece, grazie al nostro lavoro insieme, è diventata più organizzata e sicura di sé. Il suo sorriso racconta una crescita che va ben oltre il semplice apprendimento: sta scoprendo il mondo con fiducia.

    Questo percorso è stato possibile anche grazie ai suoi genitori, persone accudenti e consapevoli, che hanno riconosciuto il valore di un supporto educativo per favorire l’integrazione e lo sviluppo armonioso della loro famiglia.

    Proprio esperienze come questa mi hanno portata a riflettere ancora di più sull’importanza della figura della Pedagogista in Casa. Un sostegno continuativo e personalizzato, infatti, potrebbe fare la differenza per molte famiglie, offrendo un punto di riferimento concreto nella crescita dei loro figli.

    Obiettivi 2025: Valori e Mission

    Il 2025 sarà il momento di consolidare e ampliare il mio lavoro. I miei obiettivi principali sono:

    • Espandere il Network Professionale. Creare una rete di professionisti che condividano la mia missione, valorizzando la collaborazione.
    • Scrivere e Raccontare Storie. Pubblicare un articolo al mese. Inaugurerò questa rubrica e l’anno 2025 con l’intervista a un medico di pronto soccorso, perché credo che le storie ci uniscano e ci ispirino.
    • Diffondere le Biografie Pedagogiche. Portare il progetto nelle RSA e nei piccoli comuni, per valorizzare le memorie storiche e culturali che possano diventare patrimonio condiviso. L’obiettivo è valorizzare ogni vita, trasformandola in una narrazione che resista al tempo.
    • Organizzare Eventi e Corsi. Sensibilizzare i professionisti sull’importanza della narrazione personale come strumento di educazione e crescita.
    • Formarmi e Crescere. Approfondire competenze fi comunicazione digitale, di copywriting e l’advertising. con il corso CopyMastery con Marketers . La curiosità è il motore della mia crescita, e sono determinata a non smettere mai di imparare.
    • Proseguire con il progetto: “Padri in Primo Piano”. Raccogliere storie di padri, con l’obiettivo di trasformarle in un libro entro la fine del 2026 che racconterà il ruolo paterno con autenticità e profondità.

    Conclusione

    “Ridare Valore alle Persone in ogni Fase della Vita” non è solo uno slogan, ma il centro del mio Essere al Mondo”.

    Ogni passo che compio è guidato da questa visione, e ogni progetto è un tassello di un mosaico più grande.

    Mi rivolgo a Te che leggi:

    Che tu sia un Professionista, Genitore, o semplicemente una Persona curiosa, unisciti a me in questo viaggio.

    Condividiamo esperienze, creiamo connessioni e costruiamo insieme un futuro dove ogni vita abbia il valore che merita.

    2024, Narrazioni e Innovazione – 2025, Mission e Valori

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  • Biografie Pedagogiche: Memorie Familiari di Valore

    Biografie Pedagogiche: Memorie Familiari di Valore

    Raccolta delle Memorie Familiari: un Percorso Pedagogico con le Biografie Pedagogiche

    Le memorie familiari, raccolte nelle Biografie Pedagogiche, sono un patrimonio prezioso.
    Un filo invisibile collega le generazioni e dà senso alla nostra storia personale.

    Il progetto Biografie Pedagogiche ha un obiettivo chiaro: raccogliere e valorizzare i ricordi. Così restituiamo voce a chi, col tempo, rischia di essere dimenticato.
    II mio impegno nasce dalla Laurea Specialistica in Consulenza Pedagogica e Ricerca Educativa, con la tesi:

    L’Architettura della Mente: Costruzione di un Percorso Narrativo e di Apprendimento Significativo in un caso di Alzheimer.

    Nel 2007 ho condotto una ricerca di tre mesi presso il Centro Diurno Terapeutico “Filo d’Arianna” di Pro Senectute, a Balerna (CH), raccogliendo memorie familiari di anziani con Alzheimer.
    In seguito ho collaborato con la Fondazione Bellora – Onlus di Gallarate (VA), ampliando la mia esperienza sulla memoria narrativa e sull’accompagnamento educativo.

    Il Valore delle Memorie Narrative

    Le memorie familiari non sono semplici ricordi: sono radici che rafforzano identità e coesione tra le generazioni.
    Con un approccio pedagogico accompagno le famiglie a riscoprirle e a dar loro valore.

    Questo percorso diventa particolarmente prezioso per chi vive accanto a persone anziane o affette da Alzheimer, perché offre un modo concreto per preservare e tramandare il loro vissuto.

    Oggi desidero estendere questa esperienza a un pubblico più ampio. Sempre più persone possono scoprire il valore della cura attraverso le memorie narrative.

    Le Biografie Pedagogiche si trasformano così in un ponte tra passato, presente e futuro.
    Restituiscono dignità e significato a storie che meritano di essere raccontate e custodite.

    Biografie Pedagogiche: un Percorso di Cura e Narrazione

    Come Biografa Pedagogica e libera professionista, porto un approccio innovativo e umano nelle famiglie e nelle strutture di cura per anziani.

    Il percorso pedagogico si articola in più fasi, pensate per accompagnare ogni persona con delicatezza:

    • Raccolta delle Memorie: attraverso colloqui, narrazione e strumenti digitali, aiuto le famiglie a custodire le storie e i ricordi dei loro cari.
    • Creazione di un Archivio Familiare: le memorie vengono organizzate in un archivio digitale, accessibile e condivisibile da tutti i membri della famiglia.
    • Percorsi di Formazione: offro momenti formativi per familiari e operatori sanitari (caregiver), così da integrare il valore della memoria nella cura quotidiana.
    • Supporto Emotivo e Pedagogico: collaboro con professionisti per rendere l’esperienza arricchente, evitando che il processo diventi fonte di stress.

    La memoria non è solo il ricordo del passato: è un pilastro dell’identità personale.
    Per le persone anziane e chi vive con l’Alzheimer, mantenere vivi i propri ricordi significa migliorare la qualità della vita, ritrovando continuità e senso di appartenenza.

    Collaborazione con le Case di Cura

    Desidero portare le Biografie Pedagogiche anche all’interno delle case di cura per anziani.
    In questo modo, possono essere integrate in programmi più ampi, dove narrazione e memoria diventano strumenti concreti di cura.

    Inoltre, collaborare con queste strutture significa offrire agli anziani la possibilità di sentirsi riconosciuti e valorizzati.
    Di conseguenza, questo approccio migliora il benessere emotivo e la qualità della vita quotidiana.

    Un Uomo e una Cicogna: Una Storia Emblematica

    “Un uomo, che viveva presso uno stagno, una notte fu svegliato da un gran rumore. Uscì allora nel buio e si diresse verso lo stagno ma, nell’oscurità, correndo in su e in giù, a destra e manca, guidato solo dal rumore, cadde e inciampò più volte. Finché trovò una falla sull’argine da cui uscivano acqua e pesci: si mise subito al lavoro per tapparla e, solo quando ebbe finito, se ne tornò a letto. La mattina dopo, affacciandosi alla finestra, vide con sorpresa che le orme dei suoi passi avevano disegnato sul terreno la figura di una cicogna” (Blixen 1959, 200).

    Questa storia mostra quanto contino le azioni compiute con dedizione, anche quando i risultati non sono immediati.

    Allo stesso modo, nel lavoro sulle memorie degli anziani, ogni passo ha un valore. Ogni ricordo raccolto contribuisce a creare un disegno unico, capace di arricchire la vita e restituirle significato.

    Il Valore della Reminiscenza nelle Biografie Pedagogiche

    La reminiscenza non è solo “raccontare storie”. È un’esperienza vissuta e condivisa che coinvolge emozioni e sensi.

    Biografie Pedagogiche Valorizzazione delle Memorie Familiari 6
    Generazioni che si incontrano – Africa 2021

    Raccontarsi insieme significa riscoprire legami e sviluppare modi sensibili per condividere i ricordi.
    Grazie a questo processo, possiamo ritrovare gli altri anche dopo momenti di solitudine, crisi o rinuncia alla bellezza di vivere.

    Inoltre, ricordare e raccontare insieme ha un impatto concreto: alleggerisce il peso della cura e della fatica.
    Offre un sostegno prezioso sia nell’assistenza domiciliare sia nei ricoveri.

    Avere obiettivi chiari e condivisi è il primo passo per recuperare progettualità. Allo stesso modo, la narrazione condivisa è la base per ricostruire e riscoprire la nostra identità accanto a chi amiamo.
    (E. Bruce, S. Hodgson, P. Schweitzer, 1999, XX-XXI).

    Obiettivi delle Biografie Pedagogiche

    Applicare le Biografie Pedagogiche significa raggiungere traguardi importanti per il benessere dell’anziano e della sua famiglia.

    Ecco i principali obiettivi:

    • Creare un’Alleanza Terapeutica
      Il medico curante diventa un punto di riferimento stabile.
      In questo modo, fa da collante tra i vari specialisti e offre supporto sia ai caregiver sia ai familiari, senza dimenticare il paziente.
    • Potenziamento dell’Ascolto Attivo
      Questa pratica, inoltre, aiuta, chi ascolta a superare i pregiudizi.
      Favorisce l’espressione e la condivisione della sofferenza con il personale curante e con la famiglia, riducendo il senso di isolamento.
    • Stimolare le capacità cognitive
      Anche quelle residue, attraverso attività che sostengono gli anziani nelle diverse fasi della malattia.
      Questo approccio offre sollievo ai caregiver e rappresenta un’opportunità formativa per le figure professionali che si occupano di assistenza.
    • Mantenere il legame con il passato
      Per i familiari, la reminiscenza è un modo efficace per restare in contatto con la storia condivisa con la persona accudita.
      Così si rafforza il senso di continuità e appartenenza.
    • Creare un ambiente sereno e rassicurante
      Valorizzare le esperienze positive aiuta sia il malato sia il curante ad affrontare le difficoltà quotidiane.
      Le persone con demenza sono molto sensibili all’atmosfera che le circonda.
      Per questo motivo, è essenziale farle sentire al sicuro e proporre attività che non vengano percepite come prove da superare.

    Metodologia

    Per avviare un progetto di Biografie Pedagogiche, è fondamentale individuare il contesto più adatto.
    Infatti, la scelta dell’ambiente influenza la qualità e l’efficacia del percorso.

    Ricerca del Contesto Adeguato

    Le principali opzioni includono:

    • Centro Diurno Terapeutico;
    • Casa di Riposo con degenza;
    • Paziente che vive in famiglia.

    Scelta del Soggetto Narrante

    • Nelle strutture di cura, la selezione della persona avviene con il supporto dei caregiver, che conoscono meglio le condizioni e le esigenze degli anziani.
    • Nel contesto familiare, è essenziale un accordo preliminare con la persona interessata (se ancora in grado di comunicare e provare emozioni) e/o con la sua famiglia.

    Linee Guida delle Biografie Pedagogiche

    Le Biografie Pedagogiche seguono principi chiari per garantire un percorso educativo, empatico e rispettoso.

    • Verità narrativa
      La biografia non cerca l’oggettività storica, ma la verità narrativa.
      I ricordi si trasformano nel tempo, arricchendosi di emozioni.
      Per questo motivo, il racconto non è un’esagerazione, ma un modo naturale per dare intensità ai fatti vissuti.
    • Relazione empatica
      Durante l’ascolto e la scrittura si crea una sintonia profonda tra narratore e biografo.
      Anche i silenzi e la confusione fanno parte del racconto, offrendo autenticità e spessore alla narrazione.
    • Utilizzo del registratore
      Il registratore aiuta a correggere imperfezioni, evitare pregiudizi e migliorare la comunicazione.
      Inoltre, nei gruppi di reminiscenza è utile per analizzare le dinamiche e affinare la conduzione dell’operatore.
    • Back-talk
      Ogni incontro inizia con un momento di back-talk: una lettura condivisa del testo già scritto e uno scambio libero in cui emergono emozioni. Quando possibile, partecipano anche altri membri della famiglia, arricchendo la narrazione e rafforzando i legami.
    • Contesto storico e culturale
      Ogni biografia riflette il legame tra persona e contesto.
      Per questo motivo, il racconto integra eventi storici e riferimenti geografici, restituendo profondità alla narrazione.
    • Suddivisione in capitoli
      La biografia è organizzata in capitoli tematici che scandiscono i momenti chiave della vita.
      In questo modo, i titoli diventano elementi poetici scelti insieme al narratore.
    • Valorizzazione dei ricordi
      Le fotografie hanno un ruolo centrale: accompagnano il flusso emotivo e offrono pause nei momenti intensi.
      Inoltre, riportare alla luce i ricordi significa dare loro nuovo significato e trasmetterli alle generazioni future.
    Biografie Pedagogiche Valorizzazione delle Memorie Familiari 2
    Ricordi dell’Africa 2020

    Tempistica

    Il percorso biografico prevede più incontri individuali con il narratore.

    Il percorso biografico prevede più incontri individuali con il narratore.
    Di seguito, la struttura tipica del progetto:

    • Primo incontro: la Presentazione
      È il momento in cui ci conosciamo, creiamo fiducia e spieghiamo il progetto.
      Dura circa 1,5-2 ore ed è la base per tutto il percorso.
    • Secondo incontro: l’Infanzia
      Qui raccogliamo i ricordi dei primi anni di vita.
      Fotografie, oggetti e racconti ci guidano in un viaggio alle radici della memoria.
    • Terzo incontro: la Giovinezza
      Riviviamo esperienze scolastiche, amicizie e passioni che hanno lasciato il segno.
    • Quarto incontro: Matrimonio e vita adulta
      Questo incontro è dedicato ai legami più profondi: la famiglia, il lavoro e i momenti che hanno costruito la quotidianità.
    • Quinto incontro: la Vecchiaia
      Uno spazio per dare voce alle esperienze più recenti e riflettere sui valori da trasmettere.
    • Sesto incontro: la Restituzione
      È il momento di consegnare il materiale raccolto e rileggere insieme la biografia, unendo ricordi ed emozioni.
      Inoltre, questa fase consolida il senso del percorso, perché permette di condividere il risultato con la famiglia.
    • Settimo incontro (facoltativo): Apprendimento Significativo
      Infine, c’è un’opportunità per collegare i ricordi a mappe concettuali, trasformandoli in spunti di riflessione educativa.

    Durante gli incontri, la biografia prende forma in un quaderno ad anelli, così è possibile aggiungere nuovi ricordi nel tempo.
    Le fotografie vengono scannerizzate e, insieme al testo, sono consegnate anche su supporto digitale, in modo che la/il narratrice/narratore e la famiglia possano conservarle e condividerle facilmente.

    Trasforma i Tuoi Ricordi in Valore

    Prevenire con Cura, Supportare con Passione.

    Questo è il cuore del mio lavoro e il filo che unisce ogni progetto di Biografie Pedagogiche.

    Ogni storia è unica e merita di essere raccontata. I ricordi non sono solo frammenti del passato: sono radici che rafforzano i legami tra le generazioni.

    Con le Biografie Pedagogiche, trasformiamo queste memorie in un patrimonio familiare prezioso, autentico e duraturo. Raccontare significa dare voce, senso e continuità alla vita di chi amiamo.

    Se desideri scrivere la tua autobiografia o la biografia di una persona cara, sarò felice di accompagnarti in questo percorso. Insieme potremo valorizzare ogni ricordo, trasformandolo in un racconto capace di custodire emozioni e significati profondi.

    👉 Visita la pagina dedicata alle Biografie Pedagogiche per scoprire di più e contattami per una consulenza personalizzata.
    Trasformiamo i tuoi ricordi in una storia che resterà nel tempo.

    Vuoi vedere come nasce una Biografia Pedagogica? Guarda il video qui sotto.

    Scopri i tre percorsi disponibili:

  • Significati Narrativi e di Riflessività nelle Diagnosi

    Significati Narrativi e di Riflessività nelle Diagnosi

    Significati Narrativi e di Riflessività nelle Diagnosi: un Percorso di Cura e di Consapevolezza

    Significati Narrativi e di Riflessività nelle Diagnosi è il titolo della mia tesi del corso di Laurea Triennale in Scienze dell’Educazione. L’interesse ad approfondire e scrivere su questo argomento è partito da un’esperienza personale: il cancro che colpì mio padre.

    Con l’articolo precedente  “La Cicogna: narratrice di Biografie Pedagogiche”, ho cercato di dare un senso figurativo al Tempo abbiamo trascorso insieme, alle emozioni provate, al desiderio di capire il Disegno della Vita. Ho esplorato i Significati Narrativi e di Riflessività nella Diagnosi.

    Questa curiosità è iniziata con la reazione di mio padre, uomo creativo, di scrivere un libro sulla sua esperienza di malato oncologico. Si mise in conversazione e riflessione con tutte le figure professionali che lo curavano, cercando quei Significati Narrativi e di Riflessività nella Diagnosi.

    Riflettendo su questo suo bisogno rivolto alla conoscenza ed espressione di un disagio, mi sono resa conto come ciò abbia favorito una maggior attenzione da parte dei medici verso:

    la pluralità dei bisogni del malato,  fisici innanzitutto, ma anche psicologici, relazionali e sociali.

    Le figure sanitarie potenziando la loro capacità di ascolto, hanno potuto correggere eventuali pregiudizi che potevano compromettere i trattamenti, e questo atteggiamento ha permesso che la sofferenza venisse liberamente vissuta e condivisa.

    Diagnosi di Cancro, Narrazione nel Sistema Familiare

    Ho iniziato questo argomento, con la narrazione da parte della Cicogna che dà il senso al nostro percorso di vita e in questo articolo affronto, con alcune riflessioni autobiografiche quando una diagnosi di “Cancro” scrive una nuova storia all’interno di un Sistema Familiare.

    Non si può immaginare il concetto di Tempo senza esplorare il suo significato narrativo.

    Ogni famiglia ha una sua peculiare Temporalità:

    • alcune famiglie vivono nel passato, nostalgicamente, ritualizzandolo nel presente,
    • altre sono proiettate nel futuro pensando a cosa faranno o avranno,
    • altre ancora vivono nell’eterno presente (tempo acromico) dove tutto avviene nel fare senza sviluppare una narrazione.

    La famiglia ha sempre una storia ed è come un organismo vivente (una delle metafore ricorrenti):

    La Famiglia, Nasce, Interagisce con ciò che ha intorno e, Muore.

    La Teoria degli Equilibri Punteggiati: la Crisi

    Ogni famiglia attraversa periodi, talvolta lunghi, in cui si percepisce uno squilibrio. Difficoltà, tensioni, incertezza. Tutto questo si traduce in una parola: Crisi.

    Durante il corso di Epistemologia, ho studiato la La Teoria degli Equilibri Punteggiati, che offre una prospettiva diversa sulla crisi. Non la vede come una semplice interruzione della continuità, ma come un salto evolutivo. La famiglia di prima non è più la stessa. Si riorganizza, cambia struttura, acquisisce nuovi significati.

    Questa teoria, elaborata da Stephen Jay Gould e Niles Eldredge, descrive il processo evolutivo delle specie: lunghi periodi di stabilità vengono interrotti da brevi fasi di trasformazione improvvisa. Lo stesso accade nei sistemi familiari. Le crisi non sono solo momenti di rottura, ma occasioni di cambiamento verso un nuovo equilibrio.

    Diagnosi di Cancro, Narrazione nel Sistema Familiare
    La Teoria degli Equilibri Punteggiati: la Crisi

    Crisi e trasformazione: la malattia in famiglia

    Un esempio concreto è la malattia incurabile di un familiare. Un evento che impone alla famiglia una riorganizzazione profonda.

    Cosa accade quando ci si avvicina alla morte di una persona cara?

    In un certo senso, ci si avvicina anche alla propria mortalità. Tutto assume un nuovo valore.

    Si può immaginare la situazione come un mantello che cala sui membri della famiglia. Protegge, ma allo stesso tempo isola. Sotto quel mantello si sviluppano pensieri, emozioni, cambiamenti interiori. A un certo punto, però, può diventare troppo stretto. E chi è malato rischia di restare solo sotto di esso.

    Ma cosa succede se quel mantello viene tolto?

    Le persone iniziano a parlarsi. Condividono paure, dubbi, speranze. Danno voce alla paura di morire.

    I ricordi autobiografici emergono. Lo sguardo si allarga, permettendo di riconoscere il dolore degli altri, ma anche le piccole gioie quotidiane che continuano a esistere.

    Ci si avvicina, fisicamente ed emotivamente. E gesti semplici, come una carezza o un sorriso, diventano un linguaggio prezioso, capace di dare conforto e significato.

    Il Principio di Incertezza

    L’incontro con il cancro stravolge i progetti, lasciando spazio a disperazione e desolazione. Introduce nella vita il Principio di Incertezza: Vivrò? Per quanto ancora? Come? Prima, tutto sembrava sotto controllo.

    L’idea probabilistica della morte, avvolta nell’incertezza, ci viene suggerita da due potenti fonti di conoscenza:

    1. I nostri sensi e il senso comune. Sappiamo che di cancro si muore. Sappiamo anche che si può vivere. Tuttavia, questa consapevolezza ha spesso un valore emotivo ridotto, perché non esistono certezze sulle condizioni che permettono di sopravvivere alla malattia.
    2. La medicina. Da essa traiamo non solo speranza, ma anche informazioni. Le statistiche mediche ci forniscono dati sulle probabilità di sopravvivenza per ogni tipo di tumore conosciuto.

    Molti ignorano le informazioni mediche dettagliate (e i relativi pregiudizi) della categoria b, mentre tutti possediamo conoscenze e pregiudizi della categoria a.

    Aggiungere le conoscenze scientifiche a quelle del senso comune non è sempre un vantaggio. Spesso, infatti, amplifica l’incertezza, soprattutto quando le probabilità di sopravvivenza non sono elevate.

    Sogno di Vita, IO e il Cancro

    Nella prefazione del libro Sogno di Vita, “Io” e il Cancro di Giacomo Macario, rimasto incompiuto, emergono emozioni profonde: l’imprevedibilità della malattia, la costernazione iniziale, la razionalizzazione e, soprattutto, la volontà di guardare al futuro. Mio padre scriveva:

    “L’atteggiamento di “convivere con il male”, che tutti cercavano di indicarmi come via d’uscita, non mi ha mai soddisfatto, anzi mi disturbava. Ho una personalità “dominante”, che mi porta a modellare l’ambiente circostante, ma questa a volta avevo di fronte un’entità diversa, un male forse inguaribile. Accettai la sfida, mettendo in discussione lo status quo e cercando di capire che il mio IO era sempre lo stesso, nonostante la debolezza fisica.

    e ancora

    Misi in discussione anche il fatto che il cancro dovesse o potesse essere vincitore nei miei confronti, se no, a cosa sarebbero serviti i medici, gli specialisti, le terapie che migliorano giorno per giorno, la mia stessa attenzione e volontà di utilizzare al meglio tutti questi strumenti? L’opportunità di verificare se, per lo meno fosse lontanamente possibile ottenere dei risultati positivi, non mi venne mai meno. Quindi concentrai ogni mio sforzo in tal senso.

    In queste poche righe si coglie il potere dei Significati Narrativi e della Riflessività nelle Diagnosi. Anche nelle situazioni di crisi, la narrazione diventa un mezzo per ridefinire la propria identità, creando contesti di rinascita, in cui sentirsi trasformati o, almeno, consapevoli del cambiamento.

    "Sogno di Vita,  "Io" e il Cancro, libro incompiuto di Giacomo Macario, mio padre
    Significati Narrativi

    Significati Narrativi nelle Diagnosi: Biografie Pedagogiche

    Il progetto di scrivere un’autobiografia da malato oncologico coinvolgeva lo Staff Medico dell’Ospedale Sacco di Milano. Mio padre voleva dare voce alle domande che nascono in chi riceve una diagnosi di cancro.

    Il suo sguardo si posò su diverse figure professionali: oncologi, psichiatri, infermieri, il medico di famiglia e la caposala. Non trascurò neppure chi opera nel campo giuridico, etico, sociale e della ricerca.

    Durante il percorso, mi chiese di leggere i capitoli man mano che li completava. Quel confronto mi spinse ad approfondire il tema nella mia tesi, aprendomi a nuovi orizzonti personali e professionali.

    Il libro rimase in bozza. Dopo la sua morte, rileggendolo, non riuscii a dargli una forma definitiva. Era il suo desiderio che diventasse un riferimento per altri malati oncologici e per i medici, ma non trovai la forza di completarlo.

    Oggi, dopo 17 anni, torno a scrivere di quel libro: Sogno di Vita. “Io” e il Cancro, uno dei suoi ultimi progetti. Forse, in qualche modo, quei Significati Narrativi e quella Riflessività nelle Diagnosi hanno già trovato la loro strada, dando vita a qualcosa di nuovo.

    Gioco del Petit Onze

    Concludo questo articolo con un gioco che ho fatto durante il corso di Pedagogia dell’Animazione (2004), dove sperimentai la libera scrittura e l’esperienza delle poesie surrealista.

    Si chiama Petit Onze, perché è composto da Undici Parole. si deve cercare, l’undicesima, trovandola.

    Ci si dispone con un animo rilassato, si lascia vagare la mente abbandonandosi al suo fluttuare. Può aiutare una buona musica. In questo vagabondare si acchiappa al volo una parola e la si scrive:

    Creatività

    si assapora questa parola come se fosse un dolcetto o un sorso di barbera. Lasciandola risuonare nelle profondità del cuore, del corpo, della mente. Si va in cerca di una coppia di parole, che segua il tema e l’atmosfera della prima:

    Forza della sopravvivenza

    se le parole fossero state quattro, pazienza, si trasferisce la quarta nella parte seguente e si sviluppa il tema con una sequenza. Quindi scrivo quattro parole, rilassandomi, concentrandomi:

    Amore, r-esistenza, Futuro lontano.

    Chiudo con l’undicesima parola:

    Morire!

    e allora:

    Creatività

    delle idee

    forza della sopravvivenza,

    amore, r-esistenza, futuro lontano,

    morire!

                                               A Papà

    Vuoi contattare esperienzanarrata per raccogliere e scrivere insieme le tue memorie, racconti, narrazioni familiari, personali e sociali?

    “Il confronto migliora la conoscenza del Sé e degli Altri.”

#esperienzanarrata
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