2025: Radici e Realtà – 2026: dare forma alla Memoria. Bilancio tra scuola ed esperienzanarrata: propositi concreti per dare valore alle persone.
Un anno fa avevo chiuso il 2024 con un articolo che, per me, è stato una dichiarazione d’intenti: “2024: Narrazioni e Innovazione – 2025: Valori e Mission” .
Lì raccontavo la direzione di esperienzanarrata: dare valore alle Persone in ogni fase della vita, attraverso Biografie Pedagogiche, Pedagogista in Casa e Pedagogista Digitale.
Da qui nasce il titolo di quest’anno: Radici e Realtà. Per me significa scegliere basi solide senza spegnere il cuore del progetto.
Nel 2025 alcune cose le ho portate avanti davvero:
- ho continuato a studiare e a scrivere, cercando una comunicazione più chiara e più concreta;
- ho consolidato la mia identità professionale “a intreccio”, tra scuola e progettazione;
- soprattutto ho tenuto vivo il cuore di esperienzanarrata, anche quando il tempo era poco.
Poi però è arrivata l’estate.
E l’estate, per me, è stata uno specchio: mi ha mostrato che i sogni, da soli, non bastano. Servono Radici e Realtà.
E se voglio dare forma alla Memoria, prima devo reggere io.
Bilancio 2025: quando ho capito che servivano Radici e Realtà
La mia scena simbolo del 2025 è l’estate.
Un’estate in cui non ho trovato lavoro nei mesi di luglio e agosto. Due mesi senza entrate, con la vita che continua a chiedere presenza e responsabilità. E quando succede, non hai più spazio per raccontartela: la realtà diventa una domanda secca.
In quei giorni ho capito che non potevo continuare a credere solo nel sogno della libera professione, senza costruire una base economica stabile.
I Sogni hanno bisogno di Radici.
E le Radici si piantano nella Realtà.
Eppure, anche senza retribuzione, non sono rimasta ferma. Ho investito energie e ore nella formazione: ho studiato CopyMastery, ho lavorato sulla comunicazione digitale, sul sito e sui social. Un lavoro vero, intenso, ma invisibile agli occhi di chi misura tutto solo in fatture.
Il problema è che la vita non aspetta i nostri tempi: mentre io costruivo competenze, la realtà non si metteva in pausa. E quella frizione — dispendio di energia senza entrata — è stata la mia sveglia.
A settembre mi sono rimessa in gioco nella scuola. Ho accettato una supplenza breve, mentre continuavo a rispondere a bandi e chiamate. Poi, quasi subito, è arrivata una proposta che non mi aspettavo: un contratto fino al 30 giugno 2026, come maestra in una quinta primaria. Ho fatto una scelta rapida, netta: un giorno ero in una scuola, il giorno dopo entravo in un’altra.
Quella decisione mi ha portato più sicurezza, sì. Ma soprattutto mi ha fatto capire che non stavo “abbandonando” esperienzanarrata: stavo cercando il modo più realistico per farlo vivere davvero, senza consumarmi.
Radici e Realtà: settembre 2025, una porta che si apre (e io entro)
Quando è arrivata la proposta fino al 30 giugno 2026, non ho avuto il tempo di “abituarmi all’idea”. Ho dovuto scegliere.
E ho scelto in fretta, come si fa quando senti che la vita ti sta offrendo una possibilità concreta: non perfetta, ma reale.
Entrare in una quinta primaria è stato come salire su un treno già in corsa.
C’erano programmi da portare avanti, obiettivi da raggiungere, e soprattutto bambini che stavano per affrontare il salto verso le medie. Ho sentito subito il peso della responsabilità… ma anche un’energia nuova. Perché io non ero lì “per caso”: ero lì con la mia storia, con la mia età, con il mio sguardo da pedagogista.
E in quel momento ho capito una cosa:
“Le Radici non sono il contrario della libertà.
Sono ciò che ti permette di reggere la Realtà senza perdere la tua direzione.”
Una quinta multiculturale: costruire alleanze, non solo lezioni
Mi sono trovata in una quinta dove quasi tutti i bambini hanno un’origine straniera. Storie diverse, lingue diverse, famiglie diverse. E un tratto comune: in questi anni hanno visto passare più figure educative. Quando arrivi, questo si sente subito.
Dal canto mio, non avevo mai fatto “la maestra di classe” in questo modo.
All’inizio è stato un impatto forte: dovevo imparare a tenere insieme i programmi, i tempi, le fragilità, e quel salto verso le medie che per loro si avvicina. Però ho capito presto una cosa: non bastano solo le lezioni fatte bene. Serve un’alleanza.
Per me l’autorevolezza è coerenza, presenza. È la capacità di dare confini che proteggono e, nello stesso tempo, ascoltare davvero. Perché molti di questi bambini non cercano un adulto perfetto: cercano un adulto affidabile, che li accompagni senza perderli e senza farsi perdere.
E poi c’è l’alleanza con i colleghi, che diventa ossigeno.
Con la collega di matematica e scienze mi sono trovata bene: sentirsi in squadra, quando la classe è complessa, cambia tutto. Ti aiuta a reggere la realtà, a non sentirti sola, a restare lucida anche quando sei stanca.
In una quinta multiculturale l’obiettivo non è solo “arrivare al programma”.
È costruire un ponte: tra lingue e mondi diversi, tra ciò che un bambino porta da casa e ciò che la scuola gli chiede. È un lavoro lento, ma è proprio lì che capisco perché oggi, più che mai, servono Radici e Realtà.
La cosa più bella: un abbraccio che ti rimette nel posto giusto
Poi arrivano quei momenti che non si programmano.
Tu fai fatica, richiami, insisti, ripeti. E loro, a volte, ti fanno disperare.
Ma poi rientri dopo qualche giorno di assenza e qualcuno ti corre incontro. Ti abbraccia.
Oppure ti guarda e ti dice, con una sincerità disarmante: “Maestra, ci piaci.”
E non lo dicono perché fai sconti.
Lo dicono perché, anche quando protestano, sentono che ci sei. Che li tieni. Che non molli la rotta.
Un giorno mi hanno lasciato un dono semplice, ma pensato: un’agenda, un biglietto, parole scelte con cura.
Quando l’ho letto con calma, mi è venuto un nodo alla gola. Perché in quelle righe c’era una cosa chiarissima: l’educazione non è solo spiegare. È presenza, pazienza, cuore.
Quando succedono queste cose capisci che un seme lo hai già piantato, anche se vi conoscete da poco.
“E, in quel momento, ho sentito che la scelta di settembre non mi aveva dato solo sicurezza: mi aveva rimesso nel posto giusto.”

Se hai poco tempo: 3 cose che mi ha insegnato il 2025 (Radici e Realtà)
- I sogni hanno bisogno di Radici e Realtà: senza una base stabile, rischi di consumarti proprio mentre costruisci.
- La scuola mi ha rimesso nel reale: alleanze, confini, cura quotidiana. È lì che l’educazione diventa presenza.
- esperienzanarrata non si è fermata: ha rallentato per diventare più solido. Meno corsa, più fondamenta.
Radici e Realtà per esperienzanarrata: passo lento, cuore acceso
Nel 2025 esperienzanarrata non è andato veloce. E lo dico senza vergogna, perché la velocità non è sempre un indice di valore.
In un altro articolo, Sogni che cambiano rotta: Limiti evolutivi, ho già raccontato cosa significa quando i progetti non si fermano per mancanza di passione, ma perché la vita chiede un cambio di ritmo, o una forma diversa di realizzarsi.
Quest’anno ho vissuto una realtà piena: la scuola, la preparazione quotidiana, le responsabilità, le energie che servono per reggere una classe e per essere presente davvero. In parallelo, però, non ho smesso di costruire: ho continuato a lavorare dietro le quinte. Un lavoro spesso invisibile, che prepara il terreno.
E qui torna il senso di questo articolo: Radici e Realtà.
Ho capito che non posso pretendere che un progetto cresca se io, per prima, non ho una base stabile. Non perché il sogno non valga, ma perché la vita non si regge solo sull’entusiasmo.
Per questo esperienzanarrata, nel 2025, è stato un fuoco acceso con più lentezza: meno corsa, più fondamenta. Un passo alla volta. Ma con una direzione chiara.
2026: dare forma alla Memoria (senza perdere la concretezza)
Se il 2025 mi ha insegnato a piantare radici, il 2026 per me sarà l’anno in cui provare a dare forma alla Memoria.
La Memoria non è nostalgia ma identità, dignità. È il filo che tiene insieme generazioni e comunità.
È ciò che spesso rischiamo di perdere quando la vita diventa solo prestazione, urgenza, velocità.
Con le Biografie Pedagogiche ho imparato quanto una storia, quando viene ascoltata davvero, possa restituire Valore ad una persona.
Nel 2026 vorrei fare un passo in più: immaginare la memoria non solo come un dono individuale, ma come un patrimonio che può diventare anche culturale, educativo, condiviso.
Sto lavorando a un’idea progettuale più ampia, pensata per contesti territoriali e comunitari. Non entro qui nei dettagli operativi, perché le idee — per diventare progetti seri — hanno bisogno di luoghi giusti e confronti veri.
Ma la direzione è questa: costruire percorsi che custodiscano storie e le trasformino in tracce di valore per il presente.
La Qualità del Tempo: quando la Vita ti chiede di Cambiare Ritmo
Quest’anno ho imparato anche un’altra cosa: non sempre puoi dare tanto tempo. Ma puoi dare tempo buono.
Ci sono stati cambiamenti nei ritmi affettivi e familiari che mi hanno costretta a riorganizzare il modo in cui “ci sono” per le persone che amo. All’inizio fa male, perché ti sembra di perdere pezzi. Poi, piano piano, impari che la qualità può diventare una forma di fedeltà: incontri più rari, forse, ma più intenzionali, più presenti, più veri.
E anche questo, in fondo, è un esercizio di Radici e Realtà: accettare ciò che cambia, senza smettere di amare. Solo in modo diverso.
Radici e Realtà nel 2026: intenti e direzione
Anche nei propositi 2026 voglio restare fedele a Radici e Realtà: meno dispersione, più direzione.
1) Estate 2026: creare un progetto vero (Memoria o Sociale)
Nel 2026 voglio arrivare all’estate con una strada già tracciata: un progetto di due mesi che mi assorba in modo pieno e significativo.
Le vie sono due, entrambe coerenti con me:
- far partire e portare avanti un percorso sulla Memoria (storie, biografie, identità di comunità);
- oppure rientrare nel sociale, lavorando concretamente con famiglie fragili o persone fragili, dove la presenza educativa diventa cura quotidiana.
- Non è un “piano B”: è la mia doppia vocazione. E nel 2026 voglio trasformarla in un’opportunità reale.
2) Scuola: trasformare l’esperienza in continuità
Voglio provare a dare continuità a questa scuola e a questo contesto, perché qui sto costruendo alleanze vere. E nel frattempo porterò avanti il progetto di orientamento con i ragazzi di terza media, con l’idea che non resti un episodio ma un seme.
3) Scrivere ogni mese: la mia disciplina gentile
Mi prendo un impegno semplice e potente: un articolo al mese sul sito. Storie concrete, incontri reali, riflessioni utili. Scrivere per fare ordine, per lasciare traccia, per dare valore.
4) Digitale: esserci con intenzione, non per inseguire algoritmi
Continuerò a comunicare, ma in modo più essenziale: pochi contenuti, fatti bene, con una direzione chiara. Il sito resta la casa, i social sono la strada.
5) Rete: scegliere relazioni che costruiscono
Nel 2026 voglio coltivare relazioni professionali che fanno rete davvero: contatti che diventano scambio, idee che diventano collaborazioni, progetti che diventano realtà.
Radici e Realtà: il passo che porto nel 2026
Il 2025 mi ha insegnato che le stagioni non si giudicano solo da quanto “produci”.
Si giudicano da quanto riesci a restare fedele a te stessa mentre la vita cambia, stringe, ti chiede di scegliere.
Per me Radici e Realtà non sono parole belle: sono una postura.
È il modo in cui sto imparando a non consumarmi, a non correre per dimostrare, a costruire basi più solide per poter dare forma a ciò che amo davvero: la cura educativa, le storie, la Memoria.
Una domanda per te (e un invito semplice)
Se mentre leggi ti sei riconosciuto/a in una di queste situazioni…
- senti che la tua storia merita un posto, ma non sai da dove cominciare;
- hai un familiare anziano e vuoi custodire la memoria prima che si perda;
- sei un genitore e ti serve uno sguardo educativo “di casa”, concreto e rispettoso;
- hai un ragazzo/a che ha bisogno di metodo, orientamento, fiducia…
…puoi scrivermi nel modo che ti è più comodo:
📝 Compila il modulo di contatto qui sotto
Ti rispondo personalmente, anche solo per capire se c’è un percorso adatto a te, senza impegno e senza fretta.
E per chiudere, ti lascio una frase che racchiude
la mia esperienzanarrata:
“Sogna, ma costruisci. Studia, ascolta, cerca mentori. E soprattutto chiarisci presto i tuoi Valori: ti evitano giri immensi e ti aiutano a restare fedele a te stesso, con i piedi nella realtà.”
Prevenire con Cura, Supportare con Passione.




























Devi effettuare l'accesso per postare un commento.