Una passione artistica spicca il volo nella seconda vita

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“Una passione artistica spicca il volo nella seconda vita”: la storia di Gianpaolo, che ha trasformato colori ad olio e tele in nuova linfa per la sua vita.

Il momento della scintilla: la Passione Artistica che cambia la vita

Ho scelto di intervistare mio fratello perché negli ultimi anni l’ho visto cambiare: ha superato prove difficili e ha trovato nuova linfa in una passione artistica travolgente. La sua storia ricorda che ogni età ha la sua forma di successo: per qualcuno i nipotini o la scrittura, per altri i viaggi, per altri ancora l’arte. Andiamo a conoscerlo meglio…

Gianpaolo, ci racconti di quel giorno speciale: i colori a olio che ti hanno cambiato la vita. Cosa hai provato nel momento in cui li hai usati per la prima volta?

«Era proprio in questo periodo, quattro anni fa, quando compivo sessant’anni. Andrea e Valentina, mio figlio e mia nuora, mi regalarono una scatola di colori a olio stupenda. La conservo ancora come una reliquia, con tutti i tubetti.
Ero al mare e, all’inizio, non osavo aprirli: mi sembravano preziosi e difficili da usare.
Già dipingevo acquerelli, ma l’olio era un’altra storia! Tornato a Milano, mi sono iscritto a un corso alla Galleria Crespi, vicino a Brera, Lì ho conosciuto il mio maestro, Massimo Fontanini, e ho iniziato a “impastare” davvero i colori.

La magia dell’olio è proprio questa: non ti limiti a stendere la tinta, ma la mescoli sulla tavolozza o direttamente sulla tela, anche a quadro iniziato. Puoi trasformare un giallo in una tonalità più calda o scura con un tocco di blu o di rosso.
Quell’atto di impastare, di lavorare con le mani e la mente insieme, ti porta esattamente alle sfumature che cerchi.»

Come hai trovato il corso giusto?

«Sono stati Andrea e Valentina a dirmi che, nel negozio dove avevano comprato la scatola di colori, organizzavano anche corsi serali. Per me, che lavoravo di giorno, era l’ideale.

Da allora, e sono passati quattro anni, continuo a frequentare. Non è solo pittura: è amicizia, confronto, aiuto reciproco. Siamo una decina di persone e ci scambiamo consigli e idee.

Col tempo il cerchio si è allargato. Ho conosciuto altri gruppi di pittori, anche in Versilia.

In questi giorni, ad esempio, dipingerò al Lido di Camaiore alla Galleria Europa durante una mostra Ecce Homo-Ecce Mare: saremo lì, davanti ai passanti, a creare insieme e a suscitare curiosità.»

Mostra Galleria Europa - Lido di Camaiore - 11 Agosto 2025 - gPaolo.Art in azione (www.gpaolo.art)
Mostra Galleria Europa – Lido di Camaiore – 11 Agosto 2025 – gPaolo.Art in azione (www.gpaolo.art)

L’incontro tra Ragione e Passione Artistica

Hai vissuto per anni nella tecnologia e nell’impresa: come hai accolto in te quella voce silenziosa fatta di emozione, intuizione e colore? Come si sono mescolate tra loro?

«Mi è sempre piaciuto disegnare. Con l’acquerello provavo già il piacere di trasformare un soggetto in colore, ma erano momenti rubati a un lavoro che occupava tutto il mio tempo.

Oggi è diverso: passo due ore e mezza, tre alla settimana in atelier, più il sabato e la domenica nello spazio che mi sono creato in casa. La passione artistica è cresciuta al punto da superare quella lavorativa.

Se potessi, mi dedicherei solo a questo. Capita spesso che arrivi a mezzanotte ancora davanti alla tela, senza accorgermi del tempo che passa. È qualcosa che mi travolge.»

Tecnologia e arte: un’unione possibile.

Quella tua vena tecnologica pensi di metterla anche nell’arte?

«Sì. Non rinnego l’uso dell’intelligenza artificiale per creare alcuni quadri.
Spesso parto da soggetti fotografati da me e uso l’AI per suggerire modifiche: luci, ombre, colori.
L’olio resta un gesto fisico, soprattutto con la spatola, ma la tecnologia mi aiuta a studiare e progettare il soggetto.

Non sono un integralista: se un’immagine ha errori di proporzione o prospettiva, li correggo subito. Così la base è solida. Non mi scandalizza usare griglie o riferimenti: sono un aiuto, non un limite.»

Un Artista sperimentatore

Si può dire che sei uno sperimentatore di tecniche e creatività?

«Sono sempre stato uno sperimentatore. Anche nella vita professionale mi sono spesso mosso in territori inesplorati: quarant’anni fa ero già tra i primi a lavorare con le reti di computer.

Questa attitudine oggi mi aiuta anche nell’arte.
Due anni fa, ad esempio, mi sono creato il sito gPaolo.art direttamente dalla spiaggia, con il PC sulle ginocchia, caricando le foto delle mie opere.

La tecnologia è un ponte verso nuove opportunità: molte esposizioni a New York o Barcellona sono arrivate grazie ai social e ai contatti online. Ho conosciuto persone importanti, come Daniela Rambaldi, figlia del creatore di E.T.(Carlo Rambaldi). Comunicare velocemente ciò che facciamo è una ricchezza, e la passione artistica trova nuovi spazi per crescere anche così.»

Il Processo Creativo nella Passione Artistica

Com’è il momento in cui nasce l’idea di un quadro? Ti guida un’emozione, una luce, un ricordo? E come si traduce sulla tela?

«L’opera che sto realizzando adesso nasce da una fotografia scattata dai miei figli a Chioggia.
Mi ha colpito subito la luce: le barche sui canali, gli edifici colorati che si riflettono sull’acqua, un cielo azzurrissimo.
Il colore è il primo richiamo per me: quando una fotografia racchiude quei toni che sento miei, scatta la voglia di portarli sulla tela.

Amo i paesaggi e li dipingo spesso. Le figure umane, invece, mi mettono ancora un po’ alla prova: è un ambito su cui voglio esercitarmi di più.

In questo periodo sto studiando il futurismo, grazie ad alcuni amici pittori conosciuti in Versilia, sto sperimentando nuove tecniche pittoriche, che arricchiscono la mia passione artistica

Un’immagine che diventa narrazione

Puoi raccontarci un’opera che nasce da un’ispirazione forte e personale?

«Il quadro Il nonno e il nipotino è nato in un mattino di dormiveglia.
Avevo in mente l’immagine di una casetta, sormontata da un larice piegato dal vento, e l’ho descritta con precisione a ChatGPT, aggiungendo piccoli dettagli, fino a ottenere l’esatta rappresentazione che avevo in mente.

Poi, durante le ore di lezione all’atelier, l’ho riprodotta a spatola, trasformandola in un quadro di grande forza espressiva

Le reazioni sono state diverse: c’era chi vedeva nell’albero un segno di paura e chi, invece, un gesto di protezione verso la casa. Così ho scelto il titolo Il nonno e il nipotino, immaginando il nonno che accompagna il piccolo all’inizio del suo viaggio nella vita.»

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Il Nonno e il Nipotino. Nata in atelier senza preparazione della tela: disegno a mano e colori immediati. In 15 ore, la passione artistica ha guidato ogni gesto.

L’emozione di finire un’opera: la Passione Artistica alla prova

Quando concludi un dipinto e lo guardi completo per la prima volta, cosa provi? È più pace, orgoglio, sorpresa… o un mix di tutto?

«La tentazione è finire in fretta, ma è un errore.
Il mio maestro, Massimo Fontanini, ripete sempre di prendersi il giusto tempo: fermarsi, allontanarsi, osservare i dettagli e rivederli uno a uno.

Un quadro, in realtà, non è mai davvero “finito”: potrei riprenderlo anche dopo mesi. A un certo punto, però, decido di chiuderlo, altrimenti non smetterei mai.

La sorpresa più grande è quando riesco a rendere esattamente ciò che avevo in mente, a volte con colori che non pensavo di riuscire a creare. Questo è il bello dell’olio: permette sfumature che non esistono in natura, ma diventano perfette sulla tela.

Di solito porto avanti due opere alla volta: una all’atelier e una a casa. E ora, anche qui al mare, c’è un nuovo quadro su cui sto lavorando.»

L’Esposizione. Condividere la Passione Artistica con il Pubblico

Hai già portato le tue opere in mostre a New York, Barcellona, Viareggio e tante altre città. Che significato ha per te condividere il frutto del tuo lavoro con le persone?

«Esporre è orgoglio, ma anche curiosità. Mi piace osservare da lontano chi si ferma davanti a un mio quadro: se resta qualche secondo in più o inclina la testa, mi avvicino e svelo di esserne l’autore.

A New York, ad esempio, ho presentato un’opera con una piccola scultura di King Kong in ceramica applicata sulla tela, raffigurante lo skyline visto da Brooklyn intitolato “I Guerrieri della Luce”. Ha incuriosito molto i visitatori. Successivamente il quadro è stato esposto a Vibo Valentia, nella mostra collettiva Art Exchange: America & Italy. È arrivato intatto, con il piccolo King Kong perfettamente al suo posto: un’attenzione ai dettagli che mi ha colpito.

Vedere le persone avvicinarsi per osservare i particolari mi conferma quanto materia e tecnica contino. L’acquerello è bello, ma rimane piatto, come una fotografia. L’olio, invece, ha una luce diversa: attraversa lo spessore del colore e riflette in modo unico. E quando lavoro a spatola, la materia diventa ancora più viva: è questo che affascina chi guarda.»

Cambiamento Interiore: come la Passione Artistica trasforma la Vita

Guardando indietro, senti che questa passione ti ha trasformato? In che modo ti ha arricchito, non solo come artista, ma anche come persona?

«Se avessi fatto l’artista fin dall’inizio, forse oggi non sarei così felice.
È proprio il percorso di vita precedente che mi permette di dedicarmi ora, con totale entusiasmo, a questa passione artistica. Il lavoro mi ha dato stabilità e mi ha preparato questo spazio di libertà.

Oggi la pittura mi coinvolge molto più di qualunque altra attività. È una passione che, man mano che si avanza con l’età, diventa un motore vitale.

Il lavoro, con il tempo, può diventare alienante. L’arte, invece, ti coinvolge a 360 gradi: che sia dipingere, scrivere, cantare o recitare, ti immerge completamente. Non sempre ci si può vivere, ma quando diventa parte della tua vita, cambia tutto.

Un messaggio per chi sogna una seconda vita

Tu che valore attribuisci oggi alla tua storia e alla tua espressione artistica? E quale messaggio vorresti dare a chi, anche in età adulta, sogna di far volare un progetto che ha nel cassetto?

«Bisogna prepararsi all’età adulta, come l’hai definita tu.
Non puoi pensare solo a lavorare: quando il momento arriva — per scelta o per necessità — devi avere già una strada da percorrere. Che sia la pesca, la bicicletta o dipingere, serve una passione vera, non qualcosa da fare “con la mano sinistra”.

All’inizio c’è sempre un momento difficile, come davanti a un foglio bianco. Poi, man mano che entri nel lavoro, la passione cresce e ti trascina. È fondamentale avere un’attività che motivi, dia soddisfazione e comporti anche un po’ di fatica. Così, invece di deprimerti, ti prepari a una nuova fase della vita.

In che modo questa passione ti ha portato verso le persone?

Fare l’artista non ha senso se nascondi le opere in un angolo: bisogna avere il coraggio di mostrarle. Vale per la pittura, ma anche per il teatro o la musica: se non sali sul palco, resti chiuso in te stesso.

Mettersi in gioco significa accettare critiche e reazioni inattese. Ho visto persone comprare quadri che a me non piacevano o che il mio maestro non riteneva riusciti. Questo mi ha insegnato che la percezione è personale e che ogni opera può trovare il suo pubblico.

Esporsi crea legami. Da quando dipingo, ho conosciuto artisti, amici e appassionati che prima non facevano parte della mia vita: una nuova rete di relazioni che arricchisce tanto quanto il dipingere stesso.»

Dal lavoro paziente all’ispirazione fulminea: due volti della passione artistica

Ogni quadro racconta una storia: c’è quello nato da settimane di lavoro lento e meticoloso, e quello che prende vita in poche ore, spinto dall’ispirazione del momento.
In questa galleria, Gianpaolo ci porta dentro il suo processo creativo — tra luce, colore e materia — mostrando come la passione artistica possa avere forme diverse, ma sempre autentiche. (clicca sull’immagine per entrare nel sito gPaolo.art.it)

Un inno alla vita semplice…

Questa intervista è un viaggio nella trasformazione di un uomo che ha trovato nell’arte una seconda vita, più libera e luminosa.
La storia di Gianpaolo ci ricorda che il talento può sbocciare in ogni stagione della vita e che coltivare una passione significa regalarsi una nuova prospettiva sul mondo.

Proprio come nell’ultimo quadro che ci ha mostrato — l’uccellino sospeso in volo sopra pane e vino — c’è un messaggio semplice e potente: celebrare le cose essenziali, vivere con leggerezza e trovare bellezza anche nei gesti più quotidiani.
Un vero inno alla vita semplice… alla ricerca della propria passione artistica!

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L’uccellino sospeso in volo sopra pane e vino: un invito a celebrare le cose essenziali, vivere con leggerezza e cercare la propria passione artistica. (www.gpaolo.art.it)

💬 Qual è il tuo “inno alla vita semplice”?

Può essere un viaggio, un profumo, un ricordo… o una passione che aspetta di volare.
Come l’uccellino sospeso nel quadro di Gianpaolo, anche la tua storia può prendere il volo e raccontare chi sei davvero.

Prenota un incontro gratuito per conoscerci: trasformeremo insieme i tuoi ricordi in un racconto unico, che sia un’intervista pedagogica o una biografia completa.

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